mercoledì 8 ottobre 2014

La cernitura (fotoracconto)

I meli sono allineati in lunghe file, in mezzo alle quali c'è giusto lo spazio per far passare il trattore e posizionare il cassone, quartier generale della raccolta.
I raccoglitori, che in un prossimo scritto definirò minuziosamente, arrivano con le loro ceste stracolme di mele e le depositano al lato, dopodiché inizia il compito della cernitrice. 
Nel 90% dei casi si tratta di una donna, nonostante si tratti di un lavoro che necessità di una discreta forza fisica. Ma gli uomini preferiscono, ovviamente, pascolare nel prato col cestino, e la donna è storicamente abituata a portare la soma, e per di più essere definita 'il sesso debole'. 
Nei casi più fortunati al cassone ci sono due donne, che si fanno coraggio a vicenda e ingannano il tempo chiacchierando. Quando la fortuna ce l'hai, ovvio. A volte, al lavoro infame si somma la sfiga di avere una collega agghiacciante. Quando ciò accade, gli astri sono soliti allinearsi per regalare loro il ciclo mestruale contemporaneamente, causando ulteriori tensioni, e anche il meteo spesso regala acquazzoni e gelate precoci, tanto per rendere l'atmosfera più movimentata. Pessime annate. 
Comunque, ecco ciò che accade in una giornata tipo. 
Prima si solleva la cesta, più o meno 10 chili, col colpo di reni che i primi giorni ti mette ko, poi ci si abitua. Più o meno. 
Poi si svuota dolcemente (qui si annida il primo dei mille motivi di discussione: fai più piano, fai più veloce...), facendo rotolare le mele su una spugna, in modo che si adagino nel cassone senza sbattere troppo. 


Mentre rotolano, inizia il processo di scanning: una ventina di mele da osservare e catturare, in pochi secondi, quelle da scartare. 
I criteri di scarto sono tantissimi, variabili a seconda delle annate e per una minima parte, soggettivi. 
Ne cito solo alcuni, per rendere l'idea:

- Nebbia: 


Puntino apparentemente innocuo, che in poco tempo fa marcire la mela. Scarto. 

- Tanta nebbia:


Come sopra, ma più facile. Scarto. 

- Grandine: 


Puntino simile alla nebbia, ma totalmente innocuo, in quanto segno di una leggera grandinata che ha toccato l'esterno della mela, ma senza infettarne l'interno. Passa. 
Distinguere la nebbia dalla grandine non è semplicissimo, ma dopo un po' ci si fa l'occhio. 

- Botta di grandine o di albero:


Affetta la perfezione ma non il gusto. Passa. Oddio, quando mi pare troppo brutta, io la scarto lo stesso. 

- Punto rosso con interno nero:


In realtà ha un nome latino, che non ricordo mai, ma basta sapere che non può passare. Scarto. 

- Punto rosso e basta:
Spesso solo una macchia di pigmento rosso, viene fatta passare. Per l'osservatore rompiscatole che crede di notare un minuscolo punto nero al suo interno, dico che a volte si apre un dibattito con l'altra cernitrice: tu che ne dici? E poi si procede. Se poi la mela è particolarmente bella, qualcuno scuote la testa per il dispiacere. Avendo sviluppato negli anni la freddezza del chirurgo, io in genere voto sempre per l'eliminazione. 

- Piccolo: 


La dimensione minima per una mela Golden di prima qualità è 65 mm. Poco importa se sei carina, se sei nana sei finita. Scarto. 

- Piccolissimo:


Idem. Scarto. 

- Troppo grande:


Pare una zucca, al massimo la porti in giro per farla vedere agli amici. Scarto. 

- Troppo giallo:


Se è così matura adesso, è impensabile che si conservi. Scarto, ma a volte si porta a casa e la si mangia. Non io, io le mele le odio, indovinate perché. 

- Troppo verde (manca la foto, l'ho scordata, ma non è difficile immaginarla). Se non ha intenzione di maturare adesso, non lo farà mai. Come qualche trenta-quaranta-cinquantenne di mia conoscenza. Scarto. 

- Troppa ruggine: 


Apprezzata nella Renetta, intollerabile nella Golden. Scarto. 

- Culo:

Impensabile in un Paese come l'Italia. Scarto. 

- Pulcino: 

Tenero, ma scarto. 

- Scherzo della natura: 


Scarto. 

- Strana:


Scarto. 

- Virus:


Inquietante. Scarto. 

- Pera:


Scarto. 

- Marcia: 


Si propaga come il colera, non va nemmeno negli scarti. Può essere lanciata nel prato o in testa al babbeo che l'ha messa nella cesta.

Ecco, a grandi linee, la vita della cernitrice. Nove ore al giorno, per una ventina di giorni. 
Poi ci si stupisce se una è acida. 


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