Durante la raccolta, il Paesello si popola di esseri sovrannaturali, uguali in tutto e per tutto ad esseri umani, ai quali si ispirano riproducendo copie perfette, ma della cui essenza, fatta di intelligenza, gentilezza ed altruismo, conservano ben poco.
Sospetto che si tratti di spiriti maligni che prendono possesso dei corpi dei lavoratori locali, per poi abbandonarli -talvolta- alla fine del compito.
La motivazione mi è totalmente incomprensibile, ma sono pronta a giurare che sia così, perché coloro che incontri nei prati durante la raccolta non sono umani, non possono esserlo.
Sto parlando della grande famiglia dei raccoglitori di mele, in dialetto Nones, i coidori.
Sono divisi in diverse categorie, qualcuno potrebbe pensare che siano troppo poche per classificare degli uomini, eppure è così. I modelli più elaborati, quasi sempre identificabili coi proprietari
terrieri, racchiudono diverse caratteristiche in un unico esemplare.
Non importa da quanti lavoratori sia abitato il Paesello, ognuno di essi si ritrova perfettamente in una delle categorie che vado adesso ad elencare.
1) L'Operarius Magister, in pratica il padrone del prato e dei lavoratori. Facilmente riconoscibile allo spuntar dell'alba, quando è consuetudine vederlo aggirarsi per i prati, facendo rotolare dei cassoni per il lato corto, con una fisionomia a metà tra l'homo erectus e un insetto stercorario.
Instancabile lavoratore, quasi sempre si assenta un paio d'ore col suo trattore per consegnare le mele al magazzino. Convinto che il mondo si fermi quando lui non c'è (ma anche pronto ad ucciderti se solo rallenti), al suo ritorno, col sorriso, propone di fermarsi un po' di più, visto che è una bella giornata. Commenti e improperi variano da prato a prato, in base ai livelli di confidenza instaurati tra costui e i lavoratori.
2) Il Cercatore di funghi (Quaesitor fungos). Si presenta al cassone con una cesta piena di mele e foglie, come se fosse la cosa più normale del mondo. A volte qualcuno pare che stia preparando addirittura il presepe, tanta è la quantità di verde dentro la cesta.
La povera cernitrice è quindi costretta a svolgere un doppio lavoro: controllare le mele ed eliminare le foglie, assolutamente vietate dalle regole del magazzino. Se gli viene fatto notare, il Cercatore in genere nega l'evidenza o dice che non può perdere tempo a toglierle. Il fatto che non si ponga nemmeno il problema del tempo che perderà la donna è la conferma della mostruosità di codesta creatura.
3) L'entomologo: questo mattacchione si diverte a riporre nella cesta, oltre alle mele, tutta una serie di bestiole, dalla comune cimice, alla simpatica coccinella, senza scordare la tenera lumachina e suo cugino, l'obeso e viscido lumacone, il bruco, il coleottero. E ovviamente l'intera famiglia delle aracnidi: ragni di ogni forma e misura, capaci di far sobbalzare anche chi non ne ha paura. Interrogato, ovviamente nega ogni tipo di volontarietà, ma ciò è indubbio. Al massimo resta da scoprire se egli consideri questi omaggi alla stregua di regali d'amore o biechi tentativi di sabotaggio.
4) Il Necroforo: per quanto tu gli spieghi che la mela marcia non va neanche negli scarti, proverà continuamente a presentartela, strappandoti grida di disgusto ogni volta che metti accidentalmente il dito nel ventre marrone e molliccio del frutto.
5) Capitan Uncino: non importa quante volte tu ripeta che il gancio serve per appendere la cesta all'albero e va tenuto sempre FUORI per evitare che tagli le mele; costui continuerà a tenerlo DENTRO fino alla morte, facendoti impazzire ogni volta che lo vedi arrivare. Se non viene preso in tempo, si tratta di un caso irreversibile, come il raccoglitore di funghi e l'entomologo, d'altronde.
6) Maciste: se una cesta può ospitare fino a dieci chili di mele, lui trascorre il tempo a cercare di dimostrare che ce ne stanno tredici. Si presenta con la sua cesta strapiena, con l'effetto di aggravare il tuo mal di schiena e quello ancor più prevedibile di disperdere tre chili di mele per il terreno, perché se ti dico che non ci stanno, un motivo ci sarà. Ma è una questione di principio, e lui continuerà a provarci. Continuamente. Per venti giorni. Giuro.
7) Superman: per quanto veloce tu possa cernire, ogni volta che ti giri te lo trovi lì. Nella perenne gara degli uomini a chi ce l'ha più lungo, Superman crede di dar prova della propria virilità raccogliendo mele alla velocità della luce. Poco importa se nella cesta ci sono foglie, insetti, mele marce e il gancio. Cioè, importa poco se a cernire non sei tu. Se invece lo sei, sai già che non potrai far niente per fermarlo. Fortunatamente, dopo qualche giorno questa specie tende a stancarsi e a rifugiarsi su una scala dove, con la scusa di mele particolarmente ostili da raccogliere, schiaccia sovente un pisolino. E tu riacquisti un minimo di sanità mentale.
8) Spiderman: si arrampica dappertutto con facilità, o almeno questo vorrebbe far credere. Ispirandosi ai film dei supereroi, si lancia a capofitto in ogni impresa scalatoria, senza paura né titubanze. Poco importa se durante l'operazione, quella che si becca una mela, una scala o talvolta l'intero Spiderman in testa sei tu. Ennesimo caso irreversibile.
9) L'indifferente (Homo chamaeleontis). Se sei circondata da ceste, se la cassetta degli scarti è piena, se sei paralizzata dal dolore, non temere: questo esemplare non muoverà un dito per aiutarti, a meno che tu non glielo chieda espressamente, preferibilmente in un momento in cui il Magister è nelle vicinanze, inchiodandolo così ai suoi doveri di essere umano. Ma quasi sempre è fuggevole come un'ombra, arriva di soppiatto e ti lascia la cesta senza emettere il minimo rumore, calcolando nei dettagli la congiuntura migliore per avvicinarsi, in genere subito dopo qualcuno, oppure non appena sente il rumore salvifico della cassetta degli scarti che si svuota. E se per caso riesci ad incastrarlo una volta, preparati a non rivederlo più per un paio di giorni. E se ti sembra che quel cespuglio si muova, lascia perdere, nessuno ti crederà. Tranne me, che l'ho incontrato.
10) Il Censore: agisce generalmente nei momenti di massimo delirio, quando sei circondata dalle ceste e a forza di cernire la tua vista è annebbiata dai puntini. Questo personaggio, che si presume in un particolare momento della sua vita sia stato un essere umano, si avvicina alla cassetta degli scarti, prende in mano una mela e inizia a rigirarsela tra le dita: "Ma questa, sei proprio sicura che sia uno scarto?". Tu, che non potendo distrarti hai a disposizione soltanto un impercettibile movimento dell'occhio, eviti la risposta più banale ("La mela non so, su di te invece non ho dubbi") e cerchi di convincerlo nella speranza di perdere il minor tempo possibile. Nel 99% dei casi hai ragione tu, ma lui non lo ammetterà mai. Spesso si piazzerà nei dintorni del cassone, guardandoti con lo stesso disprezzo che riserverebbe per una madre che abbandona il proprio neonato. In autostrada. Durante le vacanze di Natale.
Nei casi di cernitrici sensibili, l'evento provoca rimorsi e ripensamenti. Nella stragrande maggioranza, una parolaccia a mezza voce sancisce la fine della questione. Ma il Censore tornerà, puoi starne certa.
11) Il Belloccio: non importa come o cosa raccolga, ogni volta che si avvicina al cassone la cernitrice si sente meglio, le spariscono i puntini dagli occhi e talvolta riesce ingannare un intero quarto d'ora cercando qualcosa da dirgli per farlo sorridere. Dovrebbe essere obbligatorio per legge, in ogni prato.
12) Il Gentile: esemplare rarissimo, pare si aggiri nel paesello negli anni bisestili o addirittura più raramente. In tante ne hanno persino messo in dubbio l'esistenza. Io a volte l'ho incontrato, perciò ritengo doveroso descriverlo, specificando che gli appartenenti alla categoria sono davvero pochissimi. Il Gentile si presenta con una cesta piena ma non troppo, con al suo interno pochissime foglie o addirittura nessuna, ogni volta che ha un minuto ti dà una mano svuotando la cassetta degli scarti o alzandoti un po' di ceste quando sei oberata e l'Homo erectus si spazientisce.
In genere la faccia della cernitrice assume l'espressione stupefatta di Maria che va in visita al santo sepolcro e lo trova vuoto. Quanto ai colleghi, in genere ci mettono cinque minuti ad etichettarlo come omosessuale e per tutto il tempo continueranno a guardarlo con estrema diffidenza.
Prevedo enormi difficoltà di sopravvivenza per questo meraviglioso esemplare di Homo Sapiens Sapiens, ignaro che durante la raccolta la scala evolutiva funziona al contrario.
La raccolta sta finendo in tutta la Val di Non, ancora pochi giorni e i demoni lasceranno i corpi di questi uomini e finalmente essi torneranno ad essere umani. Forse.
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